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Carie: tutto quello che devi sapere

carie: tutto quello che devi sapereLa carie è la malattia più diffusa al mondo: 9 persone su 10, nel corso della propria vita, avranno infatti a che fare con questa patologia.

A grande richiesta ecco la trascrizione dell’intervista che mi ha concesso il dottor Giovanni Sammarco su questo tema che tanto vi ha incuriosito: troverete la risposta a tutte le vostre domande.

giovanni sammarco Ho conosciuto il Dott Giovanni Sammarco, dentista a Trento, perché ho seguito un suo corso interessantissimo che si intitola proprio “Cariologia” dove ha spiegato magistralmente molte delle nozioni che troverete nell’intervista.

Dopo aver frequentato il suo corso affronto il paziente con problemi di carie in maniera diversa: non è la banale otturazione (quindi la chiusura del buco della carie nel dente) la cura di questa malattia e l’igienista dentale è una figura importantissima che può fare davvero la differenza.

Ecco perché gli ho chiesto di concedermi l’intervista che trovate di seguito di cui lo ringrazio tanto.

Che cos’è la carie?

La carie è una malattia. Non è solo un buco in un dente: pensare che sia solo questo significa sottovalutarla.

La carie è la malattia più diffusa al mondo più 9 persone su 10 hanno o avranno esperienza di questa malattia e probabilmente è così diffusa proprio perché è sottovalutata. Per molti è normale avere un buco in un dente farci su una otturazione e via.

Purtroppo c’è un grande problema di mancata diffusione di informazioni su questa malattia.

Il grosso misunderstanding che c’è anche tra i clinici è che ci si comporta come se la cura della carie corrisponda all’otturazione: in realtà questa procedura corrisponde a mettere un cerotto ad una persona che è stata colpita da una fucilata ed è sotto tiro del cecchino. Il cerotto non è sufficiente: bisogna fornire alla persona un giubbotto antiproiettile, piegare il fucile che sta sparando, dare una botta in testa a chi sta sparando e via dicendo.

Attenzione: l’otturazione è assolutamente necessaria però non deve essere confusa con la cura della malattia cariosa.

La cura sarà agire sui comportamenti e sulle abitudini che ha il nostro paziente che possono metterlo a rischio di ammalarsi.

Quali sono le condizioni determinanti la carie?

Per ammalarsi di carie i giochi si fanno nella primissima infanzia. In medicina non esiste il 100%, ma possiamo dire che nella stragrande maggioranza dei casi ci si ammala quando si è lattanti: esistono dei comportamenti/abitudini alimentari che possono favorire la crescita di determinati ceppi batterici responsabili della malattia cariosa fin da questa età. Questi microbi producono degli acidi e riescono a sopravvivere proprio in un ambiente acido. E’ fondamentale che nei primi mesi di vita del bambino non si creino le condizioni ambientali favorevoli alla vita e riproduzione di questi particolari batteri acido-produttori!

Le due condizioni principali scatenanti sono: un’alimentazione ricca di zuccheri e lo scarso livello di igiene orale di genitori e bimbi.

Quale consiglio possiamo dare quindi ad una neo mamma?

La prevenzione della carie non si fa negli studi dentistici: andrebbe fatta dagli igienisti dentali e dagli odontoiatri laddove si possano trovare tutte le future mamme, ovvero ai corsi preparto. Le future mamme sono supermotivate e recettive ed è con loro che bisogna agire e trasmettere loro i concetti di prevenzione della carie.

In queste occasioni vanno informate che la condizione per favorire la crescita dei batteri responsabili della malattia cariosa è una elevata frequenza di assunzione di zuccheri come il saccarosio (lo zucchero da cucina), e tutti gli zuccheri che si trovano aggiunti industrialmente o durante le preparazioni casalinghe: biscotti, omogeneizzati, tisane solubili, sciroppi diluiti con acqua, bevande zuccherate ecc.

carie e zuccheri
Una questione di zuccheri

Una bocca che viene troppo frequentemente a contatto con alimenti contenenti zuccheri è una bocca che diventa favorevole allo sviluppo dei batteri responsabili della carie.

Facciamo un esempio puramente dimostrativo: stimando in 1000 kcal il fabbisogno calorico medio giornaliero di un bambino di un anno (dipende da vari fattori, ma è comodo per fare i conti), il bambino potrebbe tranquillamente permettersi la quantità di zucchero presente in due omogeneizzati da 100 grammi di frutta e 5 biscotti Plasmon. Ovvio che se a questo aggiungiamo il dolcino dai nonni e la camomilla zuccherata la sera sforeremo con il conto.

Tutto questo per dire: è l’eccesso che porta al problema, quindi l’invito è a leggere le etichette degli alimenti per acquistare preferibilmente quelli senza zuccheri aggiunti che finirebbero nella conta giornaliera senza che la mamma ne sia consapevole. Da notare che gli omogenizzati di frutta, senza zuccheri aggiunti, contengono comunque quelli della frutta, che, slegati dalle fibre, si sono “liberati” e quindi devono essere conteggiati. Se invece il bambino consuma frutta fresca (non frullata, omogenizzata o centrifugata) gli zuccheri della frutta NON rientrano fra quelli potenzialmente dannosi, perché sono legati alle fibre.

La quantità massima di zuccheri aggiunti (o industrialmente nei prodotti alimentari o quando noi zuccheriamo cibi o bevande) non deve superare il 10% delle calorie totali assunte giornalmente. Quindi, nel caso del bambini di un anno, con un fabbisogno di 1000 kcal, non si dovrebbe andare oltre le 100 kcal al giorno.

Nel caso dell’adulto con una media di 2000 kcal giornaliere solo 200 devono arrivare da zuccheri aggiunti e questo numero si raggiunge facilmente con un pacchetto di Pavesini + 1 crostatina confezionata + un succhino di frutta da 220 ml.

Un bambino di 20 kg a cui diamo un estathe, un kinder delice, un succhino di frutta e una caramella dai nonni ha già ampiamente sforato questo 10% e quindi la sua bocca si è visto che diventa più facilmente un ricettacolo per questi batteri cariogeni.

Che ruolo ha la saliva?

La saliva è il principale sorvegliante-poliziotto della bocca. Composta al 99% circa di acqua ed ha un effetto lavante.

I batteri arrivano nella bocca del bambino da qualche altra persona che li ha in bocca. E la trasmissione di questi batteri può essere verticale (da adulto a bambino ) e orizzontale (da bambino a bambino) .

La trasmissione verticale avviene normalmente con i genitori che con scambi di saliva – assaggiando la pappa, leccando il gelato, lavando il ciuccio con la propria saliva – trasmettono delle colonie di batteri al bambino. Se la bocca dei genitori è una bocca sana trasmettono batteri sani se la bocca è malata, rischiano di trasmettere dei batteri che possono creare un danno. A questo punto se il bambino ha una buona salivazione è facile che questi batteri vengano da essa lavati via e deglutiti, ma se il bambino ha poca saliva e magari i denti anche storti-accavallati, quindi più difficili da tenere puliti, la probabilità che i batteri cattivi riescano ad “atterrare” in un territorio stabile e favorevole è molto elevata.

Quindi gli elementi da tenere ben presente sono:

quanto sono pulite le bocche dei genitori, quante sono le occasioni di scambio di saliva, il quantitativo di saliva del bambino (unito a capacità di lavarsi i denti e affollamento dentale).

In generale la saliva da una parte può essere il veicolo di batteri, ma ricordiamo che ha come funzione primaria l’azione lavante e protettiva proprio per la sua composizione in acqua, elettroliti ed enzimi.

Nell’adulto con carenza di saliva il rischio carie aumenta, così come nelle situazioni fisiologiche di minor produzione di saliva ovvero di notte. Ecco perché è così importante lavarsi bene i denti prima di andare a dormire: per non lasciare residui di cibo che favorirebbero la proliferazione batterica in assenza del potere lavante e protettivo della saliva.

La carie è contagiosa?

La carie è una malattia infettiva, ovvero dovuta alla proliferazione incontrollata di microbi ed è trasmissibile. Questa trasmissibilità avviene solo nei primissimi anni di vita. Da adulti questo non avviene poiché come abbiamo visto non sono solo i batteri i responsabili ma soprattutto le abitudini e le condizioni caratteristiche della bocca: perché i batteri della carie possano svolgere la loro azione dannosa hanno bisogno di operare in una bocca per loro favorevole (e l’alimentazione è la responsabile numero uno).

E’ vero che esiste una predisposizione genetica?

Non è stato dimostrata la geneticità della malattia cariosa. Sono state invece dimostrate come ereditabili delle condizioni che possono favorire lo sviluppo della malattia cariosa come il flusso salivare (più o meno abbondante), la qualità dello smalto del dente (più o meno buono). Inoltre, alcune malattie possono favorire la carie, ad esempio il reflusso gastro-esofageo e il diabete.

Quello che si eredita davvero quando si parla di carie, sono i comportamenti sbagliati e rischiosi: i denti vanno lavati almeno due volte al giorno e se sei un bambino di una famiglia attenta e precisa lo sarai anche tu, altrimenti no.

Quanto tempo bisogna aspettare dopo mangiato per lavarsi i denti?

E’ una questione molto dibattuta: in generale possiamo dire che se ci sono problemi di erosione dentale, e questo potete saperlo sottoponendovi regolarmente alla seduta di igiene orale e/o alla visita odontoiatrica di controllo, è bene aspettare 30-40 minuti. Altrimenti non risulta necessario, a meno che non si abbia bevuto qualcosa di acido come la spremuta di arancia. In quel caso è suggeribile bere e sciacquare la bocca con un bel bicchiere d’acqua e/o masticare qualche minuto un chewing gum allo xilitolo.

Esistono dei farmaci che favoriscono l’insorgenza di malattia cariosa?

Sì. In maniera diretta quando si pala di sciroppi e compresse che contengono zuccheri. E in maniera indiretta nel caso di farmaci che modificano il flusso salivare o il pH salivare. Uno dei motivi per cui in fase di visita si richiede la lista dei farmaci assunti è anche questo: poter valutare, in caso di ricorrenza di lesioni cariose, una eventuale compartecipazione dei farmaci all’eziologia.

Le chewing gum allo xilitolo sono utili?

In generale le gomme da masticare sugarfree hanno due vantaggi:

1. rimuovono i residui grossolani di cibo dopo aver mangiato

2. stimolano la salivazione e quindi la nostra naturale azione difensiva e di detersione.

Lo xilitolo è un dolcificante di origine naturale ed è stato dimostrata la sua correlazione a una minor frequenza di carie: questo zucchero non piace ai batteri responsabili della carie e rende la loro vita un po’ più difficoltosa.

A proposito di dolcificanti anche l’eritritolo ha questo potere e se abbinato allo xilitolo ancora di più.

Una posologia utile per proteggerci dalla carie è: masticare due gomme allo xilitolo alla volta per 4-5 minuti, 3 volte al giorno.

Se poi a questo si aggiunge l’abitudine a dolcificare ad esempio il caffè con eritritolo l’azione protettiva risulterà moltiplicata.

La fluoroprofilassi sistemica funziona?

La fluoroprofilassi è una delle armi che abbiamo a disposizione per difenderci dalla carie. Quella sistemica consiste nell’assunzione di un integratore di fluoro per bocca a partire dalla gravidanza fino ai primi anni di vita. L’intento è quello di far fabbricare al nostro corpo dei denti che contengano il fluoro poiché così sono più resistenti all’acido e quindi si bucano con meno facilità.

La letteratura scientifica e le linee guida ministeriali però hanno evidenziato come sia in realtà più efficace la fluoroprofilassi topica (quella che si ottiene con l’utilizzo di un dentifricio al fluoro per esempio). Nelle linee guida del Ministero della Salute la fluoro profilassi sistemica di fatto è stata abolita, e riservata solo a casi particolari (che sono proprio quelli in cui si evidenziano situazioni a rischio date per esempio dal contesto familiare e dall’attenzione che i genitori hanno per la cura della loro stessa bocca).

Il dentifricio al fluoro in una fase iniziale deve essere un quantitativo pari ad un chicco di riso e questo quantitativo deve essere considerato ingerito durante il lavaggio: è quindi anche somministrazione sistemica.

E i dentifrici contenenti idrossiapatite possono sostituire quelli al fluoro?

L’idrossiapatite è il costituente principale dello smalto dei denti, per cui questi dentifrici, specie se ben studiati, sono sicuramente utili alla remineralizzazione.

 

Ecco qui amici, sono riuscita a trascrivere tutto e spero che queste informazioni possano esservi utili! Per aiutarvi a fare un po’ mente locale vi allego una parte della tabella riassuntiva del Ministero della Salute dove vedrete quali sono i fattori ritenuti responsabili del rischio carie!

elenco raccoomandazioni per la prevenzione della carie

Alla prossima!